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Sally on the roof

Ero felice, eravamo felici, ebbri di quella felicità di cui si può godere solo per pochi attimi prima che la consapevolezza della realtà ti assalga di nuovo. Una felicità sì effimera, ma vera e autentica. Potente. Magnificamente devastante.

Oggi, camminando verso il lavoro, canticchiavo Walking all day e all’improvviso ho sperimentato uno di questi momenti di felicità pura.
Esistono, quindi. Ma possono essere davvero solo effimeri?
Chissà.

Il calcio

Ieri, sulle scale mobili della stazione, due ragazzini mi hanno dato un calcio. Non un calcio per errore o per fretta, un calcio vero, deliberato. Un calcio di quelli “adesso do un calcio nel culo a ‘sta zoccola perché calciare una lattina è da sfigati”.
Ero di spalle, non mi sono accorta di nulla finché non ho sentito il colpo. E quando ho sentito il colpo, ci ho messo del tempo a capire quello che stava succedendo. Mentre mi giravo e li fissavo inebetita, loro mi hanno insultata per un po’ – ma non ricordo nessuna parola, solo i suoni degli insulti e i loro sguardi di scherno -, poi hanno bloccato la scala mobile e sono scappati.
Non mi sono fatta male, non ho perso l’equilibrio – una volta tanto – per il colpo, non mi è successo niente di grave.
Ho preso solo un calcio in culo da due sconosciuti.
Solo.

Ottobre ingrato

Alla pensilina siamo in quattro donne: una in canotta, una in maniche corte (io), una in piumino corto, una in piumino lungo.

Ottobre è un mese difficile.

La sottile arte di scaricare una donna con eleganza

Sono sul treno e ascolto, senza alcun ritegno, la conversazione dei miei vicini. D’altra parte non posso certo continuare a leggere quando intorno a me si sta discutendo di temi di importanza capitale.
Sono in tre, una coppia di fidanzati e un allegro single, tutti tra i 35 e i 40. Tema della discussione: come scaricare una donna col minor sforzo possibile. Già, perché il single, forte del suo irresistibile fascino da discotecaro doc, sembra collezionare conquiste su conquiste, che, una volta obliterate, gli vengono invariabilmente a noia.
E qui nasce il problema: come si fa a dire ad una donna obliterata che non la si vuole più vedere? Continua a leggere “La sottile arte di scaricare una donna con eleganza”

Sauna Trenitalia: salire (sul treno) è un po’ morire

Ieri sera, sulla via del ritorno, una signora sui cinquanta si è staccata a fatica dal sedile in plastica del treno, ha controllato lo stato della sua camicia azzurra e mi ha chiesto: «Mi scusi, signorina, sono bagnata sulla schiena?».
No, signora mia, non è bagnata. È fradicia, ma non si preoccupi, perché qui le alternative sono due: traspirare o morire. Veda lei. Continua a leggere “Sauna Trenitalia: salire (sul treno) è un po’ morire”

Voglio fare con te quello che marzo fa con le magnolie (semicit.)

Rachid Taxi 

Un po’ di tempo fa ero in libreria a chiedermi cosa fosse successo improvvisamente a Tiffany. Tutti parlano di Tiffany, tutti vogliono un gioiello di Tiffany e lì, davanti a me, uno vicino all’altro, ben tre libri intitolati “Qualcosa Tiffany”. Decisa a capire il perchè di questo boom, ne ho comprato uno a caso. La storia è quella che è, ma non è di questo che voglio parlare. La protagonista, a un certo punto, va a Parigi per vivere la vera vita parigina. Che, secondo l’autrice, è Dior-Crillon-GeorgeV-Ladurée. Cosa? Ok la moda e il lusso, ma il resto?
Ho conosciuto Parigi grazie a tutte le persone che ho incontrato. Persone diverse tra loro, come colore e come cultura, ma ognuna con la propria individualità ed il proprio stile. Ciascuna di queste persone mi ha fatto conoscere un lato diverso della città e della sua anima. Continua a leggere “Rachid Taxi “

Elogio della pancetta e dell’addominale rilassato

«Beh, la pancia e il sedere sono un po’ il problema di tutte».
Così parlò, senza pietà alcuna, la commessa filiforme di un negozio di calze dopo avermi squadrata da capo a piedi.
«Ma che ne sai?» avrei voluto urlarle. «Che ne sai? Magari sono solo gonfia perché (a) non mangio abbastanza bifidus, (b) sto aspettando i cinque giorni di tristezza in cui posso fare la ruota e lanciarmi col paracadute, (c) ho messo un marsupio sotto il maglione perché volevo sentirmi anni 90. Che ne sai?» Continua a leggere “Elogio della pancetta e dell’addominale rilassato”

Intrecci

Pensieri che volano e si intrecciano e corrono, verso di te e verso di noi. Ovunque sei tu, ovunque sono io. 

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