Con l’arrivo dell’estate, una strana specie si risveglia dal letargo invernale, scende in strada e cammina indisturbata tra la gente. Questa strana specie è stata studiata in passato da antropologi di fama mondiale, ma nessuno è ancora riuscito a risolvere il mistero della sua esistenza. Questa strana specie risponde al nome di uomo col borsello.

D’inverno, complici i cappotti, di borselli se ne vedono pochi, ma con l’arrivo della bella stagione spuntano come funghi, ti circondano e fissano con un misto di rancore e invidia il tuo bel bauletto super chic. In fondo, si sa, il borsello non è altro che una borsa wannabe.
Sembrava che, finiti gli anni settanta, ce ne fossimo liberati, ma – ahimè – dopo un paio di decenni in cui il marsupio – oddio, il marsupio – l’ha fatta da padrone, è tornato alla grande, abbandonando la pelle o il vero budello (cit.) a favore di tessuti tecnici, volgarmente detti plastica.
Il borsello, accidenti a lui, è un accessorio trasversale, che non risparmia nessuno.

Il fighetto lo usa in versione cool, spesso firmata, alcune volte vintage, magari recuperato direttamente dall’armadio dello zio. Lo ostenta con fierezza, a volte lo accarezza e lo coccola, lo difende dagli attacchi dei cattivoni dei bassifondi, ovvero gli zainetti.
L’uomo con i sandali infradito lo preferisce in versione sportiva, l’importante è che sia capiente: se vai al lavoro vestito per la spiaggia, infatti, devi pur avere un qualcosa per infilarci secchiello e paletta.
L’uomo con i pantaloni a pinocchietto – minuto di silenzio, per favore – lo ama tanto quanto i suoi calzini bianchi. Di solito è un nostalgico del marsupio, ma ha fatto l’upgrade perché la moglie l’ha convinto che il borsello è di tendenza. Adesso, dopo le prime perplessità iniziali, non se ne separa più.

Certo, c’è ancora qualche coraggioso che gira per la città con della roba in mano. A Milano ho visto uomini – forse avvocati, forse manager – che camminavano per il centro brandendo delle piccole cartelle come fossero delle clutch. Il WWF li ha messi sotto osservazione, ma il loro destino ormai è segnato: prima o poi scopriranno che c’è un amore in ogni borsello (cit.) e sarà l’inizio della fine.
Il borsello – ahinoi – ci seppellirà.