Sono sul treno e ascolto, senza alcun ritegno, la conversazione dei miei vicini. D’altra parte non posso certo continuare a leggere quando intorno a me si sta discutendo di temi di importanza capitale.
Sono in tre, una coppia di fidanzati e un allegro single, tutti tra i 35 e i 40. Tema della discussione: come scaricare una donna col minor sforzo possibile. Già, perché il single, forte del suo irresistibile fascino da discotecaro doc, sembra collezionare conquiste su conquiste, che, una volta obliterate, gli vengono invariabilmente a noia.
E qui nasce il problema: come si fa a dire ad una donna obliterata che non la si vuole più vedere?

La risposta più ovvia, cioè ammettere di fronte a lei, vis-à-vis, che è stata solo un passatempo – che non renderà felici, per carità, ma almeno è onesto e diretto – o, meglio ancora, mettere le cose in chiaro prima visto che non siamo più ai tempi di Jane Austen, sembra non sfiorare nemmeno lontanamente Mr. Voulez-vous-coucher-avec-moi-ce-soir.
L’amico suggerisce di mandare un sms con scritto “Non voglio vederti più” e, se lei chiama, non rispondere, così alla fine si stufa. Vorrei alzarmi e andare a complimentarmi per la classe e l’eleganza, ma sono incollata al sedile Trenitalia-fai-da-te-no-aria-condizionata-ahi-ahi-ahi e non mi posso muovere. Peccato.

Ma anche l’Arthur Fonzarelli dei poveri sembra scettico, perché chiede al fidato consigliere: “Dici che non posso dirglielo direttamente via Facebook, invece che via sms?”. Argh! Mentre io prendo a craniate il finestrino per la disperazione, i tre sviscerano la questione social network, arrivando alla conclusione che, forse, è meglio togliere direttamente la donzella dai contatti, senza nemmeno mandarle un messaggio, perché “tanto lo fanno tutti e se non la vuoi più vedere, che ti frega?”.

Già, che ti frega di essere un uomo degno di questo nome, quando puoi essere un emerito cretino? In fondo, hai solo quarant’anni, per maturare c’è ancora tempo. E poi cosa vuol dire quel “tanto lo fanno tutti”? La mia bocca si spalanca per lo stupore e resta così per due minuti buoni. Ci entrerebbero le mosche, se non fossero morte tutte a causa del caldo insopportabile del treno.

Poi, proprio quando pensi che più in basso di così non si possa andare, arriva lei, la perla.
Ma secondo voi – chiede il Tony Manero dell’Adda ai trepidanti astanti – quanto vale la pena di spendere per portare a cena una, se non sei sicuro che poi te la dà? Cioè, portarla al giapponese è un po’ caro, no?”.
Sarebbe tutto così buffo, se non fosse così maledettamente vero.
Per favore, ditemi che ci sono ancora dei nostalgici che, memori dei bei tempi andati quando non c’erano cellulari e social network, resistono e scaricano le donne in maniera classica, a voce. Crudeli sì, ma uomini. E per questo degni di rispetto.