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Sally on the roof

Mese

maggio 2019

Ero felice, eravamo felici, ebbri di quella felicità di cui si può godere solo per pochi attimi prima che la consapevolezza della realtà ti assalga di nuovo. Una felicità sì effimera, ma vera e autentica. Potente. Magnificamente devastante.

Oggi, camminando verso il lavoro, canticchiavo Walking all day e all’improvviso ho sperimentato uno di questi momenti di felicità pura.
Esistono, quindi. Ma possono essere davvero solo effimeri?
Chissà.

Il calcio

Ieri, sulle scale mobili della stazione, due ragazzini mi hanno dato un calcio. Non un calcio per errore o per fretta, un calcio vero, deliberato. Un calcio di quelli “adesso do un calcio nel culo a ‘sta zoccola perché calciare una lattina è da sfigati”.
Ero di spalle, non mi sono accorta di nulla finché non ho sentito il colpo. E quando ho sentito il colpo, ci ho messo del tempo a capire quello che stava succedendo. Mentre mi giravo e li fissavo inebetita, loro mi hanno insultata per un po’ – ma non ricordo nessuna parola, solo i suoni degli insulti e i loro sguardi di scherno -, poi hanno bloccato la scala mobile e sono scappati.
Non mi sono fatta male, non ho perso l’equilibrio – una volta tanto – per il colpo, non mi è successo niente di grave.
Ho preso solo un calcio in culo da due sconosciuti.
Solo.

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