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Sally on the roof

Categoria

non-fiction

Shopping: amore (per lei) e morte (per lui)?

Giravano, qualche tempo fa, foto di uomini distrutti dallo shopping delle loro compagne, mogli, amanti, sorelle, figlie, nipoti, etc. Insomma, di tutte quelle esponenti del genere femminile che un bel giorno si svegliano e, con un sorrisetto satanico, sussurrano dolcemente nell’orecchio della loro vittima: «Coraggio tesoro, alzati, ho un insopprimibile desiderio di scarpe nuove. Andiamo a fare shopping».
Andiamo a fare shopping. Punto, non punto di domanda, perché in effetti non è una domanda. Non è nemmeno un ordine, sia chiaro. È più una presa di coscienza, un dato di fatto: l’uomo accompagna la donna perché così è scritto. Continua a leggere

Uomini e donne

Alla pensilina.
Due signore anziane discutono di uomini, di capelli, di cucina e del tempo che fu.
“Le donne sono più curiose”.
“Gli uomini in pensione diventano una palla al piede”.
“Si ricorda quando non c’erano i borlotti? A me piacciono molto. Una volta non c’era tutta questa varietà”.
Poi la più anziana si gira verso di me.
“Scusa, eh, se siamo chiacchierone. Però anche voi giovani lo siete. E meno male. Gli uomini loro stanno sempre più zitti di noi. Che tristi a volte”.

Saliamo in autobus.
Mille ragazzine ciacolano a più non posso di trucchi, iPhone, ragazzi, scuola e vita da adolescenti in generale. L’unico uomo è un badante e si fa i fatti suoi.
Ha ragione la signora anziana: siamo sempre chiacchierone.

Un’ora dopo sto guardando a teatro Aspettando Godot. Davanti a me ci sono cinque donne che stanno giustamente zitte, per dimostrare che anche noi al momento giusto sappiamo farlo.
Ma l’unico uomo fa di più.
Dorme beato.

Al milanese piace attillato

Qualche giorno fa ho letto sul Corriere che la nuova tendenza della moda maschile prevede il ritorno a uno stile morbido, più disinvolto delle attuali braghette rubate al fratellino. Questo mi ha fatto tornare in mente un pezzo scritto un po’ di tempo fa, ma sempre attuale (almeno per ora), sulla simpatia dell’uomo milanese per gli abiti attillati. Eccolo!

StringiMI, ovvero perché al milanese piace attillato Continua a leggere

Candy Crush State of Mind

Qualche giorno fa in metropolitana mi sono seduta accanto a una signora che giocava a Candy Crush. Aveva la borsa della schiscetta che penzolava sulla mia gamba e a me, dato che l’invasione del posto altrui mi irrita sempre molto, sono passate per la mente le solite cose stronze tipo “ma pensa te ‘sta invasata dei giochini che non si rende conto di nient’altro”. Poi le arrivato un messaggio su WhatsApp e io ovviamente ho buttato l’occhio, non tanto alla risposta che aveva appena ricevuto, quanto a quello che aveva scritto lei prima.

Era dolore allo stato puro. Continua a leggere

Fog. And rain. 

It’s all about fog. And rain. Non so perché mi sono venute in mente queste parole, per di più in inglese. Ma guardando fuori dalla finestra, con una tazza di caffè in mano, è andata così. È tutta una questione di nebbia. E di pioggia.
Forse è il testo di una canzone, chissà. Non ho voglia di cercare su internet, non è importante. E forse l’inglese non è neppure corretto, ma nemmeno questo è importante.

Continuo a guardare fuori. Continua a leggere

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