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Sally on the roof

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Pillole

Madre e figlia (o zia e nipote – 60 una, 30 l’altra), sul marciapiede davanti a me.

Figlia: “Meno male che è arrivato il freddo, così per un bel po’ non sono costretta a depilarmi”.

Madre: “Se tiri primavera, puoi farti anche le trecce”.

Chilometri in città 

Passi per ridere.
Passi per guardare. 
Passi per sopravvivere. 
Passi per dimenticare. 
Passi per perdersi. 
Passi per non sentire 
Passi per ballare. 
Passi per risalire. 
Passi per avvicinarsi. 
Passi per fingere. 
Passi per sfiorarsi. 
Passi per piangere. 
Passi per anestetizzarsi.
Passi per ritrovarsi. 

Neruda e Francia

«Voglio fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi»

Antibes

Giuda On The Train

Le meravigliose avventure del treno.
Salgono lui e lei, con un grosso quadro.
A lui squilla il telefono. Risponde.
“No, non mi sono fermato per l’aperitivo. Mi hanno regalato un quadro importante. No, non posso dire l’autore perché non vorrei che qui mi picchiassero. No, diciamo qualche migliaio di euro. Sì. Ok. Ciao”.
Si guarda in giro soddisfatto, vuole che gli altri passeggeri lo invidino, accarezza l’opera d’arte imballata.
Poi, all’improvviso, la tragedia.
“Perché non gli hai detto che è un falso?” gli chiede lei.

Pasqua con chi vuoi 

Dialoghi surreali in taxi.
“Eh, è già mercoledì. Meno male. Adesso la prossima vacanza è Pasqua, mi sa”.
“Eh sì”.
“Ma quando è?”
“Credo il 27 marzo”.
“Ma quando cade?”
“In che senso?”
“In che giorno della settimana?”
“Domenica” (detto cercando di dissimulare lo stupore)
“Ah, domenica?”
“Eh sì”.
“Così quest’anno il lunedì dell’angelo è di lunedì. Ed è festa. Bene, no?”

Molto bene, direi. Si sa che l’angelo è volubile: il suo lunedì potrebbe essere un sabato, ad esempio, e il picnic di sabato non è per niente divertente.

La serenata di San Valentino

Il mio vicino sta cantando a squarciagola E tu di Baglioni da circa un quarto d’ora, sempre lo stesso pezzetto. Mi piace pensare che si stia preparando per una serenata alla sua bella, ma è domenica mattina e forse sta solo cercando di distrarsi mentre pulisce il water.

L’amore grande

Alla fermata dell’autobus un tizio un po’ matto sta cantando una canzone alla sua innamorata, che sorride felice anche se lasciatemi cantare con la chitarra in mano come messaggio d’amore è un po’ criptico. Però lui se ne frega, canta e la ricopre di baci.
Una signora lo riprende.
Lui continua a fregarsene, aggiunge un ti amo a casaccio alla canzone e abbraccia forte la sua compagna, che ride, ride tantissimo.
La signora sbuffa in modo vistoso.
Loro continuano a non calcolarla, giustamente, ma a me piacerebbe tanto che lui abbracciasse forte anche lei.
Per farle provare un po’ di amore grande.

L’amore in bagno

In metropolitana. La ragazza seduta accanto a me chatta con Cuore.
Io ovviamente guardo.
È tutto un cuore mio, amore mio, ti amo e ❤️❤️❤️.
Io penso che sono proprio giovani e romantici e giustamente sdolcinati.
Poi guardo la conversazione un po’ più in su.
“Appena sono sul water ti scrivo”.
Due cuori e una tazza.

Pacchi e motori

La mia mattina inizia così, con un signore che dice all’amica che lo accusa di essere lento: “Eh, ho le gambe corte, io. Meno male che ho un motore quattro per quattro qui”. E si indica il pacco.
Buongiorno. 

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